Catalogo Nazionale dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico

La ricerca condotta per il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, coordinata dal Prof. Mauro Agnoletti (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali - Università di degli Studi di Firenze), coinvolge per l’Italia Nord Occidentale il CAST (POLIS - Università degli Studi del Piemonte Orientale) e il LASA (Laboratorio di Archeologia e Storia Ambientale – DISMEC-DIPTERIS - Università di degli Studi di Genova).

Per la Liguria, su suggerimento del Prof. Massimo Quaini, si è proceduto alla individuazione non tanto di "tipologie" di paesaggi rurali liguri quanto di "modelli funzionali" che contengano esempi di tali relazioni funzionali storiche: Oliveto a bosco, Agricoltura promiscua, Pascoli e prati pascoli alberati, Orticoltura periurbana (tipo huertas mediterranee), Castanicoltura, Sistemi silvo pastorali, Viticoltura specializzata (levante, ponente), Agrumicoltura. I "modelli" di paesaggi rurali rappresentativi del territorio regionale ligure individuati privilegiano gli aspetti ancora produttivi dal punto di vista agricolo, forestale e pastorale.

Per il Piemonte il lavoro di raccolta bibliografica è indirizzato su paesaggi particolarmente significativi come: i vigneti storici della Langa, il paesaggio della cascina della piana alessandrina, le baragge del vercellese, i fontanili del novarese, le vaude del canavese; inoltre si sono privilegiati i paesaggi che ancora conservano produzioni locali come: i pascoli del Roccaverano (robiola), i pascoli del Marguareis/Monregalese (raschera), i pascoli medievali della Val Sesia e i vigneti tradizionali della Val Borbera, e alcuni casi particolari come: il bosco della Partecipanza di Trino, il Parco della Mandria (Venaria Reale).

Nell’area alessandrina la ricerca condotta dal CAST potrà riguardare anche le aree oggi sottoutilizzate: aree umide, aree pianeggianti storicamente destinate a prato, pascolo e alle colture cerealicole di recente investite da fenomeni di abbandono.

Il gruppo di ricerca dell’area Nord-Ovest è composto da storici, archeologi, geografi ed ecologi storici e in questa prima fase si è proceduto ad una raccolta bibliografica sui paesaggi agrari d’interesse storico come richiesto dal progetto.

Nel caso alessandrino, questo lavoro andrà sviluppato attraverso l’accostamento di ricerche che approfondiscono la conoscenza di “punti forti” con sondaggi di terreno meno conosciuti. Così, il lavoro sui parchi, le riserve naturali e i parchi fluviali di cui è ricco il territorio della Provincia di Alessandria, andrà sviluppato attraverso il proseguimento di lavori in parti già avviati di esplorazione dei sistemi locali (tradizionali) di attivazione delle risorse: dalla castanicoltura all’alnocoltura, dal pascolo alberato all’industria del carbone di origine vegetale. Questo aspetto si avvale di una documentazione di cartografia storica, di storia orale e di cultura materiale che devono confluire in un sistema di centri locali di documentazione, e attraverso i quali si producano a getto continuo esposizioni temporanee e studi monografici. Ma non ci si può arrestare qui: i punti deboli, cioè quelle aree di agricoltura che ci è apparentemente più familiare, quella cerealicola, vanno colti nella loro relazione con i sistemi di agricoltura tradizionale: va mostrato come essi siano delle costruzioni nient’affatto naturali, ed è possibile individuare le forze sociali che sono state protagoniste di questo processo cruciale.